Frase della sera: Psicologia


lui e lei

Ah! La forza delle donne deriva da qualcosa che la psicologia non può spiegare. Gli uomini possono essere analizzati, le donne… solo adorate!

Oscar Wilde

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42 pensieri su “Frase della sera: Psicologia

  1. @Nemo: Proprio per la sua multi-sessualita’ si puo’ permettere di parlare.

    @DONNE: Voi vi fate solo pippe mentali. Se aveste una protuberanza che si frega il sangue dal vostro cervello e vi rende quasi handicappate… ragionereste (LOL) come noi! 😀

  2. Certo, è proprio così! L’uomo è la logica di un cromosoma più definito, della ragione, della forza muscolare, della virilità… e della fragilità, il suo mistero è in un certo senso più facilmente sondabile. La donna invece è l’insondabilità dell’altro cromosoma, quello della bellezza, del sentimento, dell’appartenenza ad un abisso più profondo, il suo mistero non lo custodisce Atena (della ragione), ma Afrodite, e non lo si può studiare ma solo laciarsene coinvolgere. Il bello è che i due cromosomi partono dal seme dell’uomo e gestano nell’ovulo della donna che creerà il maschio o la femmina.

  3. Benvenuto atal,
    nn trovo che sia blasfeso. nn particolarmente congruenti gli accostamenti, ma molto romantica come visione. E poi sono un’appassionata di miti e lengende, quindi mi è piaciuta questa diversa appartenenza. 😉

  4. Sempre a fare l’accomodante 😛
    E andiamo, parlare di cromosomi in un discorso parafilosofico è come parlare di sistemi operativi in un discorso su Windows.
    Il discorso lo posso pure accettare, ma le parole usate improriamente no.

  5. Mica sono accomodante!? direi pacifica aahahah

    E poi se ci pensi bene, winzozz è partito da idee di sistemo operativo più o meno accettabili, l’uso che è stato fatto di tali idee è un altro discorso (prendi Vista) …. quindi di conseguenza windows potrebbe essere un sistema operativo se l’avessero creato come sistema operativo, ciò nn toglie però che nn sia incluso nella categoria dei sistemi operativi. 😆

    detto questo, se vi state chiedendo se ho fumato… la risp è no! 😛

    ps: se nominavo un’altra volta so, vincevo la bambolina?

  6. Perchè strappate la scienza dalla realtà, o il sentimento dalla scienza, o il mito dalla concretezza dell’essere? Fanno parte tutti di un’unica cosa. Nel mio discorso “OT” e “parafilosofico”, non c’è niente di blasfemo: primo perchè la scienza non è sacra (l’uomo, la donna, i cromosomi, lo sperma e le ovaia invece si), secondo perchè “scienza” significa “conoscenza” (esistono le scienze umane, per esempio, all’interno delle quali c’è anche il mito, che fu il primo tentativo dell’umanità di capire e spiegare ciò che era sepolto nelle nostre profondità – vedi, ad esempio come i miti si riveleranno utili quando ci si accosterà all’abisso umano cn le armi della ragione e nascerà il pallido tentativo di sondarle che si chiama “psicologia”).
    La tecnologia, invece, è un’altra cosa ancora: viene dal greco “technè” indica il modo, la tecnica, la prassi, lo strumento che permette di conoscere sempre meglio (per esempio astronomia e astrologia sono scienze, il telescopio è un prodotto della tecnologia, come anche il pc e tutto l’universo che è ad esso correlato:windows, ecc.)
    Mentre invece la filosofia (=amore x la sapienza) è lo studio della realtà nella totalità dei suoi fattori e la realtà è 1 e tiene insieme tutte le cose, anche le più contradditorie (“Universo” viene dal latino e significa “Unum versus” = verso l’1).
    Scusatemi se forse ho usato dei toni un pò da saccente, non volevo esserlo, volevo solo spiegarmi; e scusate anche la lunghezza dell’intervento. ciao a tutti

  7. @atal: pur non condividendola, devo dire che la tua visione sull’uomo e sulla donna è affascinante. Il motivo principale per il quale non condivido il tuo ragionamento è che la tua visione mi sembra leggermente misandrica: l’uomo è ontologicamente limitato nel comprendere la donna e quindi può solo “laciarsene coinvolgere”… Apprezzo l’autostima, ma non meriteremmo un po’ più di fiducia noi maschietti? 🙂
    Inoltre non capisco perchè ritieni lecito l’uso del mito in un contesto scientifico. Lo stesso Platone, che dà una grande importanza al mito in un contesto gnoseologico, ritiente il mito lesivo laddove sostituisce una conoscenza che può essere raggiunta dalla ragione umana.
    Un’ultima domanda: sulla laicità della scienza sono d’accordo con te, ma cosa c’è di sacro nell’uomo, nella donna, nei cromosomi, nello sperma e nelle ovaie?

  8. @atal: Non è che con un paio di etimologie ti salvi dall’avere usato impropriamente tutti i paroloni che sapientemente hai mostrato di saper sfoggiare. Nel momento in cui dici “il cromosoma della ragione” stai dicendo una cavolata. In effetti, siccome “ex falso sequitur quodlibet”, detta quella cavolata ti sarebbe concesso dire quello che ti pare.

    Resta il fatto che le premesse sono una immutabile cavolata.

    Poi filosofeggia quanto ti pare, una cosa che non esiste, non esiste.

  9. @atal: ciao, come ho detto, trovo molto poetico, non OT, il parlare di mito e leggende nel contesto scientifico. Ma resto dell’idea che sia più “filosofico” che scientifico.
    Non si strappa la scienza dalla realtà, anzi è l’inverso. E soprattutto non sono d’accordo che la scienza possa essere sentimento e il mito concretezza dell’essere. Sono piani completamente diversi. La scienza, scusa se riporto la definizione, per scienza si intende un complesso organico di conoscenze ottenuto con un processo sistematico di acquisizione delle stesse allo scopo di giungere ad una descrizione precisa della realtà fattuale delle cose, e in ultima analisi di una verità condivisa. La realtà, da res cosa materiale, è strettamente legata a qualcosa che esiste e di conseguenza si può arrivare all’essere. Mentre il mito è legato a credenze e tradizioni e il più delle volte ha molto poco di reale.
    Sono d’accordo che la scienza non è religione e pertanto non è blasfemia.
    Fa sempre piacere confrontarsi, quindi nn ti preoccupare dei commenti lunghi! 😉
    ciao ciao

  10. @sbatman: intelligente, colto e raffinato: complimenti! Hai perfettamente ragione, noi maschietti meriteremmo maggiore fiducia, ma mi costringi di nuovo a parlare filologicamente per spiegarmi: nn solo nn l’uomo nn può capire capire la donna, ma nemmeno la donna può capire l’uomo; in ogni rapporto umano tentare di capire è pericoloso e ingiusto, mentre lasciarsi coinvolgere è l’unica strada che porta al compimento della nostra natura. “Capire”=capio, cepi,captum, cepere, che significa prendere, acchiappare, ma che significa acchiappare una persona? Definirla, limitarla nel suo mistero e nella sua costante evoluzione, confusione e contraddizione. “Conoscere” invece viene da “gnosis” e significa prima di tutto entrare in relazione, ENTRARE nel mistero (mistero= l’incomprensibile che è impossibile acchiappare, ma nn è impossibile conoscere, perchè in ultima istanza conoscere significa amare). Forse sembrerà una banalità, ma l’unico modo per conoscere la donna è amarla, se si tenta di acchiapparla di capirla, la si mette in gabbia. Lo stesso vale per l’uomo, ma io vedo che le donne (che pure hanno un ansia a volte infantile di voler capire) hanno pure una propensione più forte all’amore, ed è qui che, x natura, ci fregano.
    Nell’uomo e nella donna tutto è sacro, tutto appartiene al mistero della creazione (o se trovi x niente scentifica l’idea di creazione- ma nn x questo nn vera o nn possibile, chiamala semplicemente origine), leggi se ti capita e se vuoi l’Urlo di Ginsberg, definisce santo nn solo i cromosomi, ma anche, persino, il buco del culo: tutto è sacro perchè tutto appartiene al mistero che si può penetrare solo amando e nn lo si capisce mai.
    Sul mito hai di nuovo ragione: non è scienza, ma io non voglio nemmeno arrendermi al fatto che solo la scienza possa dire la verità, anche perchè ci sn settori, come quello metafisico e quello dell’abisso umano e del mistero dell’essere, che sono preclusi alla scienza e che anno bisogno di essere indagati con altri strumenti di conoscenza, come l’amore e, perchè no, la fantasia.
    Incazzati pure piccolo Nemo, ma è così.

  11. Visto che si porta spararsi le pose con i paroloni, lasciatemi spiegare perché posso asserire senza errare che usare (impropriamente) un concetto scientifico in una esternazione parafilosofica è blasfemo.

    Blasfemo vuol dire che è offensivo per mezzo di bestemmia. La bestemmia, nel suo significato più puro, non è assolutamente legata ad alcunché di sacro. Bestemmia, che guarda caso viene dal greco blaspemia, altro non è che un discorso offensivo e/o calunniatore e/o ingiurioso.

    Dato che usare “cromosoma della ragione” in quel discorsetto tutt’altro che scientifico e che ha poco pure del filosofico, è offensivo verso chi, con metodo scientifico, ha scoperto i cromosomi, tuttoggi facenti parte del panorama scientifico, blasfemo è un aggettivo più che appropriato.

    Grazie per l’attenzione e basta con le minchiate.
    Arrivederci.

  12. Caro, piccolissimo, atal, sbattiti pure a sfoggiare paroloni, non fai impressione a nessuno, soprattutto dimsotrando che sei l’unico a non aver chiaro il fatto che il fine ultimo del metodo scientifico e di quello filosofico è lo stesso. Cambiano solo i mezzi. E poiché i mezzi sono ben diversi, prendere in prestito termini scientifici per portare avanti discorsi parafilosofici, dimostra che la tua apparente cultura poggia sulle basi del nulla.

  13. @alhandra: appunto alhandra, la scienza può occuparsi solo della realtà fattuale, ma non dell’essenza delle cose: può dire studiare e capire il cromosoma e il cervello umano, ma non può arrivare all’anima all’essenza stessa delle cose, che è nascosta eppure così facile a raggiungersi, anche per l’analfabeta, anzi spt x lui, forse.
    Per millenni l’uomo è stato affascinato e acercato di indagare sull’Essere e a tentato di scavarci dentro cn le povere armi che aveva a diposizione per il compito, solo nell’800 Vico a posto le basi della scienza moderna: nn possiamo capire l’Essere, l’unica cosa che possiamo capire e dimostrare è il Factum, il fatto, ciò che scientificamente è dimostrabile.
    A me questa definizione nn piace e ciò che mi interessa veramente è l’Essere, più del fatto.
    E’ vero sn piani diversi e perciò ad un certo punto, la scienza deve farsi da parte e far andare avanti altre forme di conoscenza, che la nostra epoca ha troppo banalizzato e rimpicciolito.
    Un’altra cosa: sei tu che mi hai inviato su badoo a venire qui?

  14. INVITO TUTTI ALLA MODERAZIONE!!!!!!

    @atal: Io sono d’accordo sulla definizione di Vico.
    qualcosa che non può essere comprovata materialmente non è scienza e quindi per tanto è corretto il dubbio della stessa esistenza.
    L’amore e i sentimenti sono strumenti molto belli ed utili per poter tracciare sommariamente le caratteristiche di quei settori dove la scienza non è ancora arrivata o non può arrivarci. ma entrambi sono soggettivi, variano da persona a persona, dal momento stesso e/o età in cui vengono provati dal particolare individuo e verso differenti soggetti, e per tanto non sono attendibili. Non sono veritieri.
    Quindi può essere affascinante, poetica, interessante e speranzosa una visione soggetta a tali variazioni, ma non si può definire con certezza reale e che valga per l’Essere in generale!
    Sono anche io molto affascinata, come dicevo, dal mito, dalle leggende e dalla psicologia. Ma non credo in esse. Nutro diversi dubbi anche su alcune affermazioni fatte in psicologia. Ma andiamo in campo troppo ampio e frastagliato da poter essere trattato così superficialmente.

    no, non uso badoo. e quindi non ho inviato nessun invito.

    @nemo: continuo a non trovare tali affermazioni blasfese, sicuramente non scientifiche, ma nn offensive.

  15. Che tu non le veda offensive è un conto. Il fatto è che prima hai affermato:

    Sono d’accordo che la scienza non è religione e pertanto non è blasfemia.

    Pertanto anche prima non eri d’accordo con la blasfemia, ma per un motivo infondato e per giunta agli antipodi della motivazione che adesso adduci per la medesima opinione.

  16. Ve lo ricordate il film “Il mio grosso grasso matrimonio Greco”? 😉
    Diciamo che questo post piu’ che l’espressione OT ridefinisce l’espressione “Sproloquio Sofistico”.

    Donna complessa.
    Uomo meno (e spesso e’ uno svantaggio).
    La via di mezzo e’ che entrambe comprendano i due punti precedenti. E che trombino, cosi’ almeno non si finisce nello stereotipo: “Uomo Maiale, Donna Suora”.

  17. @nemo:
    E quindi!? Sinceramente non capisco dove vuoi arrivare?

    L’ho detto fin dall’inizio di non trovarli blasfemi:

    nn trovo che sia blasfeso. nn particolarmente congruenti gli accostamenti, ma molto romantica come visione.

    Successivamente, parlando di laicità, Atena e Diana, automaticamente, anche se può essere errato, ho associato la blasfemia strettamente alla religione. Ciò non toglie che sono convinta dei miei ragionamenti successivi, i quali non partono assolutamente dal concetto di blasfemo.
    Hai riportato la definizione di blasfeso ed ho allargato la visuale al non-religioso, cosa che avviene durante i confronti. Ma se blasfemo è un discorso offensivo e/o calunniatore e/o ingiurioso. Non trovo nulla di ciò in quanto detto, che invece può essere considerato semplicemente fantasioso e non reale.

  18. Aggiungi o togli quello che più ti pare.
    Petanto= quindi
    Il senso della frase lo conosco benissimo, quello che nn ho capito è tu dove vuoi arrivare!? Ma siccome “chi vuol intendere intenda”. Tienitelo per te.
    Penso che la conversazione sia più che chiusa!

  19. @atal: Abbasso i Sofismi.

    @Nemo: A’vuo’ frni’? 😀

    @ahandra: Stai calma che qui si sta solo giocando con le parole. Ovvio che al primo accenno di contradizione in termini Nemo, ben noto per il suo acume osservativo, ti da in faccia.

  20. Il punto è che sin dall’inizio hai affermato “non trovo che sia blasfemo” in base all’accostamento blasfemia-religione. Successivamente hai continuato ad affermare “non trovo che sia blasfemo” sulle basi del significato reale di blasfemia, ma come se tu avessi addotto tale argomentazione dall’inizio, il che non è vero, poiché le argomentazioni addotte sono cambiate nel momento in cui ho chiariato la questione “blasfemia”.

    Il che è alquanto irritante.

  21. Mi sembra che il mio commento (riporto le parti importanti):

    Successivamente, parlando di laicità, Atena e Diana, automaticamente, anche se può essere errato, ho associato la blasfemia strettamente alla religione.

    Mi sembra più che chiaro di riferirmi all’accostamento blasfemia-religione fatto da me all’inizio.

    Hai riportato la definizione di blasfeso ed ho allargato la visuale al non-religioso, cosa che avviene durante i confronti. Ma se blasfemo è un discorso offensivo e/o calunniatore e/o ingiurioso. Non trovo nulla di ciò in quanto detto, che invece può essere considerato semplicemente fantasioso e non reale.

    mi sembra anche qui chiaro che sto dicendo di aver valutato il significato più ampio di blasfemia ma di essere sempre della stessa opinione.

    Cos’è irritante!? l’allargamento di veduta o il riflettere?

  22. Vabbè, se proprio devo essere più esplicito, ti quoto ancora una volta. Qualche commento fa hai scritto

    @nemo: continuo a non trovare tali affermazioni blasfese, sicuramente non scientifiche, ma nn offensive.

    È quel “continuo” che ti frega. Essendo quella la risposta al mio chiarimento su “blasfemo”, è esattamente il momento in cui s’innesca l’allargamento di veduta. Dicendo “continuo” sottintendi che fin ad allora avevi addotto l’argomentazione del “non è offensivo”, cosa che in realtà è falsa poiché tu stessa ammetti che fino a quel momento ti eri basata sull’accostamenteo “religione-blasfemia”.

    Pertanto, la frase

    @nemo: continuo a non trovare tali affermazioni blasfese, sicuramente non scientifiche, ma nn offensive.

    è irritante perché intende far credere a me e tutti quelli che leggono che fino a quel momento avevi sempre addotto la motivazione “non è offensivo”, quando per tua stessa ammissione (ora, commento ultimo) si tratta di un allargamento di veduta dovuto al mio chiarimento.

  23. Le mie palle sono cosi’ tanto cresciute leggendo questo superfluo ed inutile sproloquio che tra un po’, invece di essere attirati dal suolo terrestre, sarete tutti attaccati al mio scroto.
    Il che, se fosse tutti Jessica Alba, sarebbe anche interessante: ma purtroppo il genere umano contempla anche abominii come Platinette.

  24. Ma stai scherzando!? se vuoi che ti dica hai ragione, lo faccio.. mi sono stancata!
    Continuo (che non ha interruzioni; incessante, ininterrotto) vuol dire: prima pensavo una cosa, ora è lo stesso. Ma riferendosi alla conclusione raggiunta.
    Non si parla minimamente delle cause scatenanti! Ma semplicemente di ritenere o meno la teoria analizzata una blasfemia! punto!
    Poi se ti vuoi infastidire, fallo. nessuno te lo vieta. Pensa quello che ti pare.

  25. Non puoi *riaffermare* una conclusione precedente quando le premesse che portano a tale conclusione sono cambiate, soprattutto quando poi le premesse ti cambiano il significato intrinseco della tesi che si sta negando.

    Si afferma nuovamente, rendendo chiaro il fatto che, alla luce dei fatti nuovi, le conclusioni non cambiano.

    PS: il commento precendente doveva appararire prima dell’ultimo di alhandra. Così non fa più ridere 😦

  26. Quindi se avessi detto: la tesi di partenza si è allargata, ha cambiato connotazione ma continuo a pensare che non sia blasfema. andava bene!? prrrrrrrr 😆

    con l’ordine con cui sono apparsi i commenti, fa ridere … ma nn come volevi tu! 😛

    “Ogni volta che la gente è d’accordo con me provo la sensazione di avere torto” by ovviamente sempre Oscar! 😛

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