Gandhi : rivive in un abito rosso


birmania

“La lotta per la democrazia e i diritti dell’uomo in Birmania è una lotta per la vita e la dignità. È una lotta che comprende le nostre aspirazioni politiche, sociali ed economiche.”

È di quattro morti il bilancio provvisorio degli scontri in Myanmar, l’ex Brimania.
Tra le vittime ci sono tre monaci buddisti. La cifra è stata diffusa da fonti ufficiali e ospedaliere. Dopo più di sei ore di marcia le forze di sicurezza hanno disperso circa 100.000 manifestanti scesi in piazza contro la giunta e hanno ferito un centinaio di persone. Almeno 200 monaci sono stati arrestati, i quali stanno portando avanti la protesta da nove giorni a Yangon e in altre città limitrofe dell’ex Birmania.
Continuano a resistere per i loro diritti, negati da un regime militare, i monaci buddisti incitano la popolazione a non provocare i soldati, a continuare la loro protesta in maniera pacifica!

Nel frattempo, anche il premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi, che era agli arresti domiciliari dal 20 Luglio del 1989 fino ad oggi, nonostante avesse vinto le elezioni politiche, è stata trasferita in carcere; tutt’oggi è un simbolo per il Paese, un leader della lotta non-violenta per i diritti umani e la democrazia.

Prevarremo perché la nostra causa è giusta, perché la nostra causa è fondata. … La Storia è dalla nostra parte. Il Tempo è dalla nostra parte

Perchè la storia non insegna!? Come si può elogiare un uomo come Gandhi con solo parole, le quali diventano niente più che nebbia!? Il popolo è la fonte della vita di una nazione, è mai possibile che non lo si capisca!? Egoismo, avarizia, terrore, il denaro sono le uniche cose che sembrano importare… ma non è così… i veri valori, la vera ricchezza è sopita dietro parole come rispetto, uguaglianza, democrazia…. quindi BASTA!!!
Italia, Francia, Inghilterra e tanti altri Paesi, sono uniti nelll’imporre sanzioni economiche alla Birmania se le milizie continueranno ad attaccare i monaci ed il popolo inerme!
Russia e Cina, per interessi economici di vario genere (petrolio, gas, droga, posizione strategica…), si oppongono alle sanzioni economiche che si intendono infliggere al Paese a causa delle violenze sui monaci che si difendono solo con i bastoni delle bandiere che sventolano.

Nel Myanmar, gli studenti cercano ogni mezzo possibili per poter comunicare con il mondo esterno, con noi, inviano filmati registrati dai cellulari, o semplicemente notizie sugli accaduti…la rete è il mezzo più potente, ad oggi, che possediamo per far sentire la nostra voce, forse se il Mondo si mobilita non ci sarà un altra Rivolta 8888, organizzata nel 1988 da studenti e nella quale persero la vita migliaia, o anche di più, monaci e civili (principalmente studenti), uccisi dal Tatmadaw (Forze armate birmane). In particolare, il caso presso il ponte rosso, dove i militari aprirono il fuoco sulla folla di studenti protestanti che stavano attraversando il ponte, è indimenticabile per la causa democratica birmana.

Mai il motto francese è stato tanto appropriato:

Liberté, Égalité, Fraternité

(in lingua francese Libertà, Uguaglianza, Fratellanza)

Ecco alcuni video:

NOTA: la giornalista italiana, nel secondo video, dice che il premio nobel, soprannominata Daw Aung San Suu Kyi, dove Daw non è parte del suo nome, ma è soprannome che viene assegnato per onorificenza ad una signora per reverirla, litteralmente significa “zia (aunt)”, è agli arresti domiciliari dal 2003, non è così, ho verificato più accuratamente ed è agli arresti domiciliari dalla data sopra indicata.

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Un pensiero su “Gandhi : rivive in un abito rosso

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