Harry Potter and The Deathly Hallows


Arriva la copertina del settimo ed ultimo capolavoro della scrittice inglese Joanne Kathleen Rowling: Harry Potter and The Deathly Hallows.

Sono state create due copertine, una per i bambini (sinistra) ed una per adulti (destra):

Harry Potter and The Deathly Hallows for Children   Harry Potter and The Deathly Hallows


Dalla copertina dei bambini si può intravedere, alle spalle di Harry Potter, una mano piccola e magra e un orecchio a punta che brandisce una spada…sarà l’elfo domestico Dobby? La spada che ha in mano è la spada dei Godric Grifondoro? La stessa che Harry estrasse dal cappello parlante per uccidere il basilisco in “Harry Potter and the Chamber of Secrets“! Per quanto riguarda il significato dei gioielli, dell’oro e degli oggetti preziosi sui quali cadono Harry e i suoi inseparabili amici e compagni di avventura, Ron ed Hermione, ma anche del medaglione con la “S” incisa (simbolo dei Slytherin – tradotto come Serpeverde ?) è chiaro per coloro che hanno letto il sesto libro della saga “Harry Potter and The HalfBlood Prince” (uscito in Italia il 06 gennaio 2006). Non aggiungo altro e non vi rimando i link al sito per avere altre informazioni sul quinto e sesto libro perchè altrimenti vi rovinerete la sorpresa!!!

Aspetto con ansia l’ultimo libro, sperando che non siano veri i rumors sulla morte di Harry (anche se la Rowling ha dichiarato che non riesce ad immaginare di non scrivere altre avventure del giovane eroe…chissà forse nn lo uccide per lasciare la possibilità ad un altro libro!?), e ovviamente gli altri films, con vecchi e nuovi personaggi e tanti colpi di scena!!!!

La Rowling si è divertita a riempire i suoi capolavori con numerosi giochi di parole, nomi metaforici, dialetti ed espressioni di diverse culture ed età e giocando molto anche sui suoni assunti dalle stesse parole (un esempio è Severus Snape head of house of Slytherin, tutto un serpeggiare di parole, tradotto in italiano in Severus Piton capocasa dei Serpeverde), chi fosse interessato a conoscere quali sono altre modifiche e le relative scelte dei traduttori italiani può consultarle su wikipedia, ma ne sono solo alcune, visto che cambiamenti nei nomi, come da Parvati Patil in Calì Patil, non sono stati motivati.

Le foto sono state tratte da : cineblog

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16 pensieri su “Harry Potter and The Deathly Hallows

  1. “Arriva la copertina del settimo ed ultimo capolavoro… “: a me di Potter mi frega come del colore della mutanda di Giletti. Ma… chi te lo dice che è un Capolavoro?
    Un Capolavoro è ben altro che un Maghetto Pipparolo che non ha un Cazzo da fare che perdere il tempo appresso a Magie alla “DEVID COPPPPERFIIIILDD” e Maghe/Cesse/Zoccole che non gliela danno. Andasse a studiare, invece di crescere come un RIBUSCIATO.
    E cmq, prima di definirlo “Capolavoro”, lo si dovrebbe almeno far pubblicare, no?

  2. Non poteva creare anche due libri, uno per bambini e uno per adulti?
    scherzo…non ne ho letto nemmeno uno, ma devono essere piacevoli, non impegnativi, per passare il tempo.

  3. Ovviamente non l’ho letto, anche perchè non ha ancora finito di scriverlo …i libri non hanno un carattere infantile come dovrebbero essere quelli per bambini, i personaggi e le situazioni sono ben delineate, descritte e caratterizzate ed il linguaggio usato (soprattutto andando avanti nei libri) è semplice ma non strettamente per bambini. Sicuramente non è letteratura classica o sociologica, ma è pur sempre letteratura e nel suo genere è pensato e scritto bene. Il fatto che sia un genere fantasy non vuol dire che debba essere solo per “passare il tempo” o “stronz* alla David Copperfield”, in fondo tutti i libri possono essere solo piacevoli, anzi, molti nascono solo per questo….infatti si chiamano romanzi e non trattati storici o culturali o sociologici o psicologici.
    Molti scrittori di fantasy (non è il caso della Rowling) si documentano molto più di quanto possiate immaginare per poter scrivere i loro racconti basandoli su tradizioni antiche, miti e leggende che esistono da secoli e secoli e di culture lontane e vicine.
    I libri sono soggettivi, ma si riconosce un libro ben fatto ed interessante a prescindere dal gusto.

  4. Sto attualmente leggendo “Lo hobbit” di John Ronald Reuel Tolkien (per chi non lo sapesse è l’autore del libro “Il signore degli anelli”), si tratta sempre di un fantasy ed è un prequel del successivo “Il Signore degli anelli”. Chi ha letto quest’ultimo sa che è un libro molto interessante, ma anche molto accurato nelle descrizioni dei paesaggi e dei personaggi, e viene usato un linguaggio curato, ricercato e addirittura Tolkien ha creato non solo il mondo degli hobbit ma anche diversi linguaggi e dialetti derivanti. Lo hobbit, invece, è di stile completamente differente, è sempre molto accurato nelle descrizioni ma il linguaggio è completamente differente, in questo caso è palesemente un libro creato per bambini.
    Con questo, ho voluto solamente dire che un libro fantasy non deve essere necessariamente per bambini..ma i gusti restano sempre gusti!!!!

  5. Ehi non te la prendere!
    Mica volevo offenderti dicendo che erano libri per bambini. Voglio dire che questi libri sono piacevoli da leggere, ma non impegnativi. Non ti invogliano a pensare alla fine del libro su ciò che hai letto, non insegnano morali, non ti svelano parti della vita o del mondo che non conosci. Ma ispirano la fantasia a viaggiare, a staccarsi dalla realtà, a sognare. Ed è una cosa nobile anche questa. Molti scrittori hanno questa idea del libro: intrattenimento, evasione, sogno. Non volevo offendere nè i tuoi gusti, nè l’operato di questi scrittori, dico solo che sono leggeri, spensierati.
    Converrai con me che non è la stessa cosa leggere “Lo hobbit” e Umberto Eco, o Coelho. E non dico che l’uno è meglio dell’altro, ma solo che sono diversi, hanno scopi diversi.
    …miiii, come siamo permalose!!! 😀

  6. So che non volevi offendere, ho risposto sia a te che al our sweet friend detro 😀 e precisato meglio quello che volevo dire. Siccome nn ho specificato nell’articolo che sono capolavori del genere fantasy e non un paragone universale, pensavo fosse sottiinteso, almeno per chi mi conosce, ma comunque poi ho spiegato perfettamente cosa intendevo dire.
    Manu, ma non ho assolutamente fatto nessun paragone con altri generi o altri scrittori, lungi da me una cosa del genere, non si potrebbe mai paragonare Umberto Eco con la Rowling, ma neanche Eco con Shakespeare oppure con Calvino oppure con Stephen King o Jean Austen e viceversa…ho detto semplicemente che fantasy non equivale a libro stupido per bambini, e ripeto un libro può essere un capolavoro del genere o comunque non essere di “serie b” : perchè non è possibile, dal mio punto di vista, fare una classifica tra i vari generi proprio perchè sono diversi ed hanno scopi altrettanto differenti. Pensa che ci sono persone a cui non piace Umberto Eco o ai quali non piace Coehlo o Fred Uhlman..non so come facciano, ma è così, sono gusti 😀
    Però ti sbagli a proposito della morale, anzi, i libri fantasy non sviluppano solo la fantasia ma sottolineano molti valori morali, quali l’amicizia, la lealtà, l’onesta, l’uguaglianza, il coraggio, la fede in se stessi e nei valori nei quali si crede ed alcuni anche l’amore. Non ti parlano della guerra oppure della camorra o non ti svelano i misteri dei politici oppure non ti raccontano delle foibe o dell’olocausto o non ti analizzano accuratamente la psicologia di un’assassino (volendo citare le trame di alcuni degli ultimi libri in commercio), mostrano relazioni più semplici (nel caso di Harry Potter, principalmente l’adolescenza, la sofferenza dell’essere diverso e solo, i caratteri di persone di diverso ceto e diversa età) ma comunque temi importanti, anche se analizzati in maniera completamente diversa e anche più semplice.
    Beh, si un pò permalosa lo sono …però sai anche che mi piace precisare 😛

  7. Se davvero harry potter muore, me lo compro. Però deve fare una brutta morte, dolorosa, infame e mezzo libro deve essere dedicato esclusivamente alla sua agonia.
    Comunque, visto che un capolavoro è “l’opera migliore tra quelle di un artista[…]” -cit. De Mauro- questo potrebbe benissimo essere il capolavoro di Joanne Kathleen Rowling… il punto è: chi se ne vanterebbe? 😀

  8. sono stufa di tutta questa gente (nn mi riferisco a voi) che paragona automaticamente fantasy a favoletta oa cavolata, e mi dicono oppure e x che? tanto x dire è stato tradotto 62 lingue e ha avvicinato alla lettura moltissimi giovani ora sfido chiunque a leggersi il signore degli anelli o Harry Potter ad esempio( ho preso questi x che sono i più conosciuti) e dirmi ma sopratutto dimostrarmi, in quali passi del libro questi testi nn possono essere chiamati libri, ma ben si favolette, quando e sopratt se, qlk ci riuscirà allora, riconoscerò la mia “svista” e smetterò di leggerli x sempre.

  9. Ciao Silvia,
    credo che nessuno potrà mai convincerti che la tua è solo una “svista” e assolutamente non devi smettere di leggere i libri fantasy solo perchè ci sono persone che non la pensano come te.
    Anche perchè alle superiori, per esempio, non si studierebbero più “I promessi sposi” o altri capolavori solo perchè molti studenti non li apprezzano (a me sono piaciuti).
    E comunque, si tratta sempre di capolavoro/best seller del genere trattato e mai in senso assoluto. e “de gustibus non est disputandum”.

  10. Guarda che non era necessario l’intervento di nemo (anche se lo ringrazio per il link di wikipedia), anche perchè nn accetto critiche sul mio latino da uno che non ricorda neanche cosa ha mangiato stamattina 😛

    Il sig. Gaetano Bonaccorso, autore del libro “Legere et Vertere” ha detto:
    “Il segreto per una buona traduzione è considerare la lingua latina come una specie di puzzle raffinato la cui riuscita dipende dalla capacità di collegare i singoli elementi l’uno accanto all’altro in modo che combacino, trovando tra una parola e l’altra il legame che permette di agganciarli.”

    Sarà contenta la mia prof di latino del liceo, anche se non mi è mai paiciuto fare le traduzioni ma studiare solo la letteratura!

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